E metà anni '90, Peter Lindbergh ha avuto a disposizione la già famosa (e magrissima allora) Milla Jovovich fresca dei primi successi cinematografici clamorosi in technicolor.
Lindbergh fedele al suo bianco e nero la volle annegare nel nero con un trucco scuro per una serie di fotografie giocate sul contrasto e sull'espressione del corpo e del volto della modella.
Senza voler scimmiottare quel set, abbiamo chiesto alla sinuosa ed espressiva modella ungherese Dora di reinterpretare quel ruolo secondo il suo sentire.
Ne è venuta una doppia serie che qui rappresento in sequenza.
Vista a freddo ben dopo la sessione fotografica, la ragazza pare avere un contrasto interiore che fa pagare al vestito, reo di costringerla dentro ad una gabbia che non sente più. Lei si muove alla ricerca di una nuova libertà. Ma sarà vero ?

Io ?

Proprio io ?

Gia, io !

Perchè ?

Perchè devo ...

... uscire di qua

da questa gabbia

che mi costringe

mi vincola

Libertà !

Spazio !

Vivere !!!

Vattene, ti odio !

eccomi, sono io ... !

... sono ciò che voglio essere

... ma ...

parlami, cosa sono io ?

dimmelo ... ! Dimmelo ...
L'interpretazione un pò inquietante e il fisico di Dora hanno creato una tensione sensuale sottile ma evidente, senza eccedere.
Ogni gesto ha una logica nella sequenza. Il nero profondo è tagliato dalla luce riflessa da curve e superfici, con solo un elemento di disturbo, una sottoveste azzurra che lascia poi il posto ad una rosa. Proiezione di se stessa ?
Un ringraziamento a Dora di EuRossModels e alla solita, splendida Ilaria Ferrantello che ha curato questo makeup in stile anni '20.
Luci composte da tre flash Fomex da 600 W/s, due ai lati con bank strip-light e uno a destra con un bank da 50x70 cm.
Nikon D3x con 50/1.4G, 35/1.4G e 135/2 DC.

































Ciao,
Silvio