Quella del titolo è una definizione sarcastica che qualcuno in un forum che frequentavo ha dato tempo fa ai fotonaturalisti, intendendo che facevano foto un po' banali.
Sulle prime non l'avevo presa molto bene, poi, riflettendo dal punto di vista del fotografo (anche se non lo sono) e non solo del naturalista (che invece sono), devo dire che ogni tanto è vero. Molte foto di animali dicono assai poco, al di là della eventuale bellezza del soggetto.
Il discorso vale per tutti gli animali, ma vorrei focalizzare il discorso sulla foto agli uccelli, che sono i soggetti che si vedono più di frequente, perchè un po' meno elusivi di altri.
Come avevo già scritto in qualche altra occasione, il mio punto di vista sulla foto agli animali è che, per potersi considerare veramente ben riuscita, dovrebbe sì essere un documento di natura, ma anche trasmettere qualcosa non solo all'esperto o all' appassionato naturalista.
Dovrebbe cioè essere una bella foto del soggetto non solo una foto di un bel soggetto.

Una foto ad un bel Verdone, ma è davvero una bella foto ad un Verdone?
Il discorso vale per tutti gli animali, ma vorrei focalizzare il discorso sulla foto agli uccelli, che sono i soggetti che si vedono più di frequente, perchè un po' meno elusivi di altri.
Oggi è molto più semplice fotografare gli uccelli e certe immagini che un tempo erano rare, e per ottenerle era necessaria una certa esperienza sia fotografica che naturalistica, ora sono molto più alla portata di tutti e infatti abbondano su tutti i forum. Però anche se le immagini abbondano, quelle coinvolgenti rimangono poche, la maggior parte è ripetititva, dopo un po' "stufa".
In questo caso rischia di aver ragione chi definisce "fotografi di paperelle" gli appassionati di fotografia naturalistica.
Come si può fare per ottenere foto valide fotograficamente, non solo documentativamente?
Non voglio qui discutere di pura tecnica, ossia di cose come portarsi al livello del soggetto per evitare che sia schiacciato sullo sfondo, di esposizione, sfuocatura, eliminazione degli elementi di disturbo ecc., quello lo darei come acquisito, senza il quale la foto non è nemmeno corretta, andrebbe cestinata "a prescindere". Quello su cui voglio riflettere è il passo successivo.

Cinciarella, tecnicamente valida (spero), ma abbastanza "già vista".
Dando quindi per acquisite queste nozioni di base, per cui le nostre foto tecnicamente sono inappuntabili, cosa resta da fare per renderle interessanti a chi ama la fotografia, non solo quella naturalistica?
Facendo un paragone grossolano con le auto, ci sono le foto da rivista commercilae tipo "al volante", che servono a far vedere l'auto, sono foto per lo più corrette come tecnica, ma senza alcuna pretesa artistica, tanto chi le guarda è interessato all'oggetto, non alla fotografia in sè. Ci sono invece le foto da riviste specializzate, con le diagonali, luci, la polvere sollevata in curva e quant'altro, insomma si vedono cose egregie, dinamiche, drammatiche, o semplicemente molto belle.
Lo stesso vale per gli uccelli, che di profilo, a fuoco, ben esposto vanno senz'altro bene, ma alla lunga diventano foto da enciclopedia, utili all'ornitologo, ma non molto interessante fotograficamente parlando. Questo è il motivo per cui da tempo evito di saturare i forum con garzette e cenerini a formato pieno, immobili nei campi o in volo in cieli asettici.
Una buona foto foto agli uccelli, naturalmente a mio parere, può avere due obiettivi uno artistico-pittorico e/o uno dinamico, che devono fondersi con quello più strettamente documentativo.
Nel primo caso, la foto è bella anche ambientata, attraverso un'immagine pittorica si rende l'idea di dove vive il soggetto, ed il risultato è esteticamente gradevole. In questo caso l'uccello può anche statico, ma è uno degli elementi di un'immagine composita.

Migliarino di palude, nel suo ambiente.
Nel caso dei piccoli passeriformi, spesso mi piace di più la foto ambientata perchè la nostra percezione di questi uccelletti è di qualcosa di tenero e piccolo, quindi portarli a formato pieno, a volte li "altera" per cui si hanno dei "ciccioni" fuori misura (specialmente su stampa, a monitor si la cosa percepisce un po' meno).

Questa cinciarella mi piaceva molto al momento della ripresa, ma vista stampata l'ho trovata troppo grossa.
Il discorso non vale solo per i passeriformi, anche un airone, può essere statico, ma se è ambientato come si deve, risulta più interessante di una semplice foto segnaletica.

Airone guardabuoi in risaia al tramonto.
Se invece si cerca il soggetto a pieno formato, o che comunque occupi la parte prevalente dell'inquadratura, è molto meglio se lo si riprende in modo che risulti interessante, sfruttando la luce, o effetti grafici, come riflessi, caratteristiche del posatoio e così via.

Luì nella luce del tramonto.

Un Cavaliere d'Italia si riflette nell'acqua.
Oppure riprendendolo mentre fa qualcosa, canta, si nutre, si accoppia, interagisce con l'ambiente o con altri animali. Così oltre a dare informazioni, l'immagine sarà viva, coinvolgente.

Duello di aironi cenerini

Gruccione maschio che fa un'offerta alla compagna.
Le indicazioni che do' per primo a me stesso, che vorrei condividere e su cui mi piacerebbe sentire le vostre opinioni sono:
1) evitare contesti banali o peggio ancora artificiali; le foto di passeriformi che mi stomacano di più sono quelle a cince e simili aggrappate a reticelle con le palline di grasso, mangiatoie di plastica e simili... le trovo assolutamente inutili, a pari merito con le foto in voliere e simili, soprattutto se con reti e quant'altro visibili.
2) A meno che non ci abbiano incaricato di realizzare un manuale, evitare i ritrattoni statici, che vanno bene per l'appassionato di avifauna, ma in generale annoiano in fretta, .
3) evitare condizioni di luce dura, ossia sole pieno e alto, creatore di contrasto forte e di ombre nette, insomma, che rendono assai meno belli i soggetti rispetto a condizioni di luce "morbida" (sole velato o basso).
4) Valutare se ambientare molto il soggetto, anche se ciò può voler dire rappresentarlo piccolo. Come diceva Kandinskji in pittura, un piccolo punto forte contrapposto ad una grossa massa tenue, attira subito.

Ballerina bianca nel canneto.
5) Se invece si cerca il soggetto grande, cercare insieme il gioco grafico e/oppure l'azione. Mi ricordo di un discorso di un fotogiornalista che spiegava che nei ritratti ai politici e così via, si colgono espressioni e/o si includono le mani per dare vita all'immagine ed evitare la foto da carta d'identità o da cimitero.

Picchio muratore che si scrolla la neve.

Lite fra cigni reali.
Questa è naturalmente la mia idea, personale e discutibile, poi le cose non sono solo bianche o nere, ma esistono sfumature e intermedi, e infine non è assolutamente detto che io stesso riesca a mettere in pratica quanto ho scritto, e nemmeno che sappia fare buone foto ma, come dicevano gli antichi maestri delle mie amate arti marziali: "vivi fino a tarda età, continua ad imparare fino a tarda età"...
Io ci provo e provarci mi da' soddisfazione.
Ciao,
Silvio
Sulle prime non l'avevo presa molto bene, poi, riflettendo dal punto di vista del fotografo (anche se non lo sono) e non solo del naturalista (che invece sono), devo dire che ogni tanto è vero. Molte foto di animali dicono assai poco, al di là della eventuale bellezza del soggetto.
Il discorso vale per tutti gli animali, ma vorrei focalizzare il discorso sulla foto agli uccelli, che sono i soggetti che si vedono più di frequente, perchè un po' meno elusivi di altri.
Come avevo già scritto in qualche altra occasione, il mio punto di vista sulla foto agli animali è che, per potersi considerare veramente ben riuscita, dovrebbe sì essere un documento di natura, ma anche trasmettere qualcosa non solo all'esperto o all' appassionato naturalista.
Dovrebbe cioè essere una bella foto del soggetto non solo una foto di un bel soggetto.

Una foto ad un bel Verdone, ma è davvero una bella foto ad un Verdone?
Il discorso vale per tutti gli animali, ma vorrei focalizzare il discorso sulla foto agli uccelli, che sono i soggetti che si vedono più di frequente, perchè un po' meno elusivi di altri.
Oggi è molto più semplice fotografare gli uccelli e certe immagini che un tempo erano rare, e per ottenerle era necessaria una certa esperienza sia fotografica che naturalistica, ora sono molto più alla portata di tutti e infatti abbondano su tutti i forum. Però anche se le immagini abbondano, quelle coinvolgenti rimangono poche, la maggior parte è ripetititva, dopo un po' "stufa".
In questo caso rischia di aver ragione chi definisce "fotografi di paperelle" gli appassionati di fotografia naturalistica.
Come si può fare per ottenere foto valide fotograficamente, non solo documentativamente?
Non voglio qui discutere di pura tecnica, ossia di cose come portarsi al livello del soggetto per evitare che sia schiacciato sullo sfondo, di esposizione, sfuocatura, eliminazione degli elementi di disturbo ecc., quello lo darei come acquisito, senza il quale la foto non è nemmeno corretta, andrebbe cestinata "a prescindere". Quello su cui voglio riflettere è il passo successivo.

Cinciarella, tecnicamente valida (spero), ma abbastanza "già vista".
Dando quindi per acquisite queste nozioni di base, per cui le nostre foto tecnicamente sono inappuntabili, cosa resta da fare per renderle interessanti a chi ama la fotografia, non solo quella naturalistica?
Facendo un paragone grossolano con le auto, ci sono le foto da rivista commercilae tipo "al volante", che servono a far vedere l'auto, sono foto per lo più corrette come tecnica, ma senza alcuna pretesa artistica, tanto chi le guarda è interessato all'oggetto, non alla fotografia in sè. Ci sono invece le foto da riviste specializzate, con le diagonali, luci, la polvere sollevata in curva e quant'altro, insomma si vedono cose egregie, dinamiche, drammatiche, o semplicemente molto belle.
Lo stesso vale per gli uccelli, che di profilo, a fuoco, ben esposto vanno senz'altro bene, ma alla lunga diventano foto da enciclopedia, utili all'ornitologo, ma non molto interessante fotograficamente parlando. Questo è il motivo per cui da tempo evito di saturare i forum con garzette e cenerini a formato pieno, immobili nei campi o in volo in cieli asettici.
Una buona foto foto agli uccelli, naturalmente a mio parere, può avere due obiettivi uno artistico-pittorico e/o uno dinamico, che devono fondersi con quello più strettamente documentativo.
Nel primo caso, la foto è bella anche ambientata, attraverso un'immagine pittorica si rende l'idea di dove vive il soggetto, ed il risultato è esteticamente gradevole. In questo caso l'uccello può anche statico, ma è uno degli elementi di un'immagine composita.

Migliarino di palude, nel suo ambiente.
Nel caso dei piccoli passeriformi, spesso mi piace di più la foto ambientata perchè la nostra percezione di questi uccelletti è di qualcosa di tenero e piccolo, quindi portarli a formato pieno, a volte li "altera" per cui si hanno dei "ciccioni" fuori misura (specialmente su stampa, a monitor si la cosa percepisce un po' meno).

Questa cinciarella mi piaceva molto al momento della ripresa, ma vista stampata l'ho trovata troppo grossa.
Il discorso non vale solo per i passeriformi, anche un airone, può essere statico, ma se è ambientato come si deve, risulta più interessante di una semplice foto segnaletica.

Airone guardabuoi in risaia al tramonto.
Se invece si cerca il soggetto a pieno formato, o che comunque occupi la parte prevalente dell'inquadratura, è molto meglio se lo si riprende in modo che risulti interessante, sfruttando la luce, o effetti grafici, come riflessi, caratteristiche del posatoio e così via.

Luì nella luce del tramonto.

Un Cavaliere d'Italia si riflette nell'acqua.
Oppure riprendendolo mentre fa qualcosa, canta, si nutre, si accoppia, interagisce con l'ambiente o con altri animali. Così oltre a dare informazioni, l'immagine sarà viva, coinvolgente.

Duello di aironi cenerini

Gruccione maschio che fa un'offerta alla compagna.
Le indicazioni che do' per primo a me stesso, che vorrei condividere e su cui mi piacerebbe sentire le vostre opinioni sono:
1) evitare contesti banali o peggio ancora artificiali; le foto di passeriformi che mi stomacano di più sono quelle a cince e simili aggrappate a reticelle con le palline di grasso, mangiatoie di plastica e simili... le trovo assolutamente inutili, a pari merito con le foto in voliere e simili, soprattutto se con reti e quant'altro visibili.
2) A meno che non ci abbiano incaricato di realizzare un manuale, evitare i ritrattoni statici, che vanno bene per l'appassionato di avifauna, ma in generale annoiano in fretta, .
3) evitare condizioni di luce dura, ossia sole pieno e alto, creatore di contrasto forte e di ombre nette, insomma, che rendono assai meno belli i soggetti rispetto a condizioni di luce "morbida" (sole velato o basso).
4) Valutare se ambientare molto il soggetto, anche se ciò può voler dire rappresentarlo piccolo. Come diceva Kandinskji in pittura, un piccolo punto forte contrapposto ad una grossa massa tenue, attira subito.

Ballerina bianca nel canneto.
5) Se invece si cerca il soggetto grande, cercare insieme il gioco grafico e/oppure l'azione. Mi ricordo di un discorso di un fotogiornalista che spiegava che nei ritratti ai politici e così via, si colgono espressioni e/o si includono le mani per dare vita all'immagine ed evitare la foto da carta d'identità o da cimitero.

Picchio muratore che si scrolla la neve.

Lite fra cigni reali.
Questa è naturalmente la mia idea, personale e discutibile, poi le cose non sono solo bianche o nere, ma esistono sfumature e intermedi, e infine non è assolutamente detto che io stesso riesca a mettere in pratica quanto ho scritto, e nemmeno che sappia fare buone foto ma, come dicevano gli antichi maestri delle mie amate arti marziali: "vivi fino a tarda età, continua ad imparare fino a tarda età"...
Io ci provo e provarci mi da' soddisfazione.
Ciao,
Silvio
















