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Foto

Riflessioni sulla street photography

Inviato da Giuliano M., 09 febbraio 2012 · 127 views

Fotografare fra la gente mi piace, parecchio. Bighellonare per strada cercando di catturare scene curiose mi affascina, mi diverte, è un pò una sfida con me stesso e le dinamiche che mi stanno intorno.
Ma c'è un tipo di street photography che proprio non tollero. Prima di tutto perchè è irrispettosa dei soggetti che ritrae.
Scattare col flash, senza quasi guardare nel mirino, quasi aggredendo la gente che è per strada, lo trovo inaccettabile.
Se è il metodo per tirar fuori immagini ad effetto, con inquadrature dinamiche e spettacolari, non è il tipo di foto che fa per me.
Mi riferisco a questo tipo di approccio:



Ho scovato un filmato di una fotoamatrice newyorkese che, invece, rispecchia più da vicino il mio modo di avvicinarmi alla gente. Quando si tratta, ad esempio, di visitare piccoli borghi ed ambienti di paese, conversare con le persone è piacevolissimo, chiedergli il permesso di far foto e informarsi della loro vita e attività diventa un tutt'uno con lo scatto. Si entra in contatto diretto con la gente. Ok, diventa anche un altro tipo di fotografia, non prettamente da istante decisivo bressoniano, ma non è neppure un saltare addosso alla gente facendola spesso trasalire o, peggio ancora, infastidendola:



L'approccio ideale, per me, resta comunque quello dell'autore delle seguenti parole: "Io non aggredisco il soggetto. E' la mia mente che corre sempre: guardo lo sfondo, il soggetto, la luce e aspetto che la situazione si evolva".

David Alan Harvey






E' il sistema migliore per farsi rompere la testa a legnate. Con pieno sostegno da parte mia ai soggetti spazientiti.

La mia posizione su quella che voi chiamate "street" è nota, comunque. La ritengo fotografia "violenta" anche quando è fatta con garbo e discrezione.

A me non piace essere fotografato, non voglio che la mia immagine finisca in un qualche archivio, fosse anche a fini puramente personali. Per la stessa ragione non fotografo gente che non conosco salvo in rarissime circostanze, cercando che non si veda il volto della persona e che la situazione non possa far risalire alle sue generalità.
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Beh, se ti riferisci all'approccio di Bruce Gilden son d'accordo con te. Ritengo che non tutta la foto di strada sia, però, "violenta".
Se consensiente il soggetto, anche se incontrato per strada e per brevi istanti, non trovo nulla di male a fotografarlo.
Mi capita anche di scattare foto a persone che non si accorgono di me ma, magari sarò superficiale, mi basta sapere che le sto ritraendo in modo rispettoso, senza alcuna malizia, nell'intenzione e nella resa, per stare tranquillo.
Per ciò che riguarda la mia immagine, poi, non mi preoccupa affatto il finire negli archivi altrui; facendo parte di un gruppo fotoamatori, per altro, quasi settimanalmente c'è qualcuno che mi scatta qualche foto durante le nostre uscite del fine settimana ;)
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Con "violento" intendo proprio senza un consenso esplicito. Specie quando, in una località di un paese non avanzato, si approfitta del fatto di essere turisti per "violentare" tutto.
Lo so, sono un eccentrico. Le persone che fotografo io sono sempre li sapendo di essere fotografate ;)
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Rudolf, il 11 febbraio 2012 - 12:31 , ha scritto:

Specie quando, in una località di un paese non avanzato, si approfitta del fatto di essere turisti per "violentare" tutto.
Pienamente d'accordo.
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